Turismo religioso, interessa al 20% della popolazione mondiale

Secondo quanto affermano gli ultimi dati del WTO, quasi il 20% della popolazione mondiale nel corso di un anno è indotta a spostarsi per poter fare un pellegrinaggio. Un 20% della popolazione globale che, come intuibile, abbraccia tutte le principali fedi: dai cristiani ai buddisti, dai musulmani agli induisti, non c’è Chiesa, santuario, eremo, moschea, templio, convento che non possa essere interessato da una visita a scopo religioso. Una stima importante che, secondo alcuni osservatori, sarebbe addirittura al ribasso, visto e considerato che sono ben più di 330 milioni i turisti religiosi che si muovono proprio perché spinti dalla propria fede, alimentando un business che le stime più accreditate prevedono essere pari ad almeno 18 miliardi di dollari.

In questo grande mosaico, l’Italia è naturalmente pronta a giocare un ruolo da protagonista, divenendo con il tempo una delle principali destinazioni dei flussi turistici mondiali (intuibilmente, soprattutto cattolici) considerando la presenza di Roma e del Vaticano, ma anche di Assisi, di Padova, di San Giovanni Rotondo, di Loreto e tanto altro. Quanto basta per poter alimentare interessanti discussioni in merito allo sviluppo del turismo religioso in Italia, tema che sarà oggetto dei lavori della Borsa del turismo religioso internazionale, in programma a Roma tra il 21 e il 23 giugno.

Tornando al nostro Paese, si stima che l’Italia possa assicurare ai turisti religiosi ben 1.500 santuari, 30.000 chiese, 700 musei diocesani, un numero imprecisato di monasteri e di conventi. Luoghi nei quali peraltro si concentra non solamente uno spirito religioso profondissimo, quanto anche una buona parte del patrimonio culturale e artistico tricolore.

Qualche esempio? Sempre secondo quanto affermano gli ultimi dati del WTO, la Basilica di San Pietro è tra i 25 luoghi più visitati del mondo e, sempre rimanendo all’interno del cattolicesimo, anche Fatima, Santiago de Compostela, Lourdes, Czstochowa, Medjugorje, Caravaca de La Cruz, occupano posizioni di grandissimo rilievo.

Infine, si conta che in Italia il turismo religioso sia in grado di generare più di 5,6 milioni di presenze annue, di cui 3,3 milioni straniere e 2,3 milioni italiane. La clientela straniera è dunque in grado di rappresentare circa il 60% del segmento, con un 45,3% che proviene dall’Europa e il 14,9% che invece proviene dai Paesi extraeuropei. Dallo studio emerge altresì che il 41,4% dei turisti religiosi ha un’età tra i 30 e i 50 anni, il 44,4% si affida a un tour operator o altre organizzazioni.

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