Turismo in Antartide, un business pronto a decollare

A guardare gli ultimi dati sull’evoluzione del business turistico, sembra che sempre più viaggiatori stiano prendendo in considerazione l’idea di un viaggio in Antartide, un luogo ancora in gran parte inesplorato e, quindi, una delle ultime frontiere per il turismo d’avventura.

L’Antartide, o Polo Sud della Terra, è il continente più freddo del mondo, con temperature che scendono spesso sotto i -73 gradi Celsius. E mentre le foto mostrano come spesso neve e ghiaccio coprano i suoi paesaggi, ci si dimentica che in realtà è un deserto dove nevica pochissimo.

Il freddo estremo non basta comunque a impedire ai turisti di compiere un lungo viaggio nel continente, seguendo le regole dell’Associazione Internazionale dei Tour Operator dell’Antartide (IAATO), un’organizzazione gestita congiuntamente da 100 organizzazioni turistiche in tutto il mondo, che monitora attentamente ciò che succede durante le visite in Antartide. L’IAATO ha segnalato come tra il mese di aprile 2016 e quello del 2017, 44.376 viaggiatori siano giunti ​​nel continente, con un numero in costante aumento dal 2011. All’inizio degli anni ’90, erano invece solo 5.000 i turisti che visitavano l’Antartide ogni anno.

Amanda Lynnes, portavoce di IAATO, ha dichiarato a Global News che il numero di visitatori ha raggiunto il picco nella stagione 2007-2008, ma poi è calato durante la crisi economica, e con l’applicazione del divieto di uso di olio combustibile pesante nelle acque dell’Antartico.

Ora, però, le cose stanno nuovamente cambiando. “Stiamo raggiungendo i massimi livelli in termini di numeri complessivi” – ha affermato – “Il turismo polare è fortemente legato al PIL, come ci si potrebbe aspettare. Al momento, ci aspettiamo che i numeri continuino ad aumentare costantemente”, toccando 46.885 visitatori nella stagione in corso, che termina ad aprile 2018.

Ma perché i viaggiatori visitano una regione con poche infrastrutture, freddo pungente e difficilmente raggiungibile? L’esperto di viaggi Barry Choi spiega che si tratta del fenomeno del “turismo dell’ultima opportunità”, uno stile di viaggio cresciuto negli ultimi anni, e che potrebbe essere una delle tendenze di viaggio nel 2018.

“Il turismo dell’ultima opportunità è fondamentalmente popolato dalle persone che cercano di vedere luoghi che sono minacciati, a causa dell’eccessivo turismo, del tempo o della natura, con la reale possibilità che in pochi anni queste attrazioni non siano più disponibili al pubblico”- ha dichiarato Choi a Global News. Peraltro, tra queste destinazioni ci sono anche alcune località italiane, a causa dei livelli dell’acqua in rapido aumento.

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