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Imponente struttura che, secondo lo storico offidano
A. Rosini, fu edificata pochi anni dopo la morte di S. Francesco
ad opera dei Francescani.
Si trattava inizialmente di una costruzione semplice,
che è stata gradualmente ampliata nel corso degli
anni.
Nel 1243 Innocenzo IV avrebbe ufficialmente
fatto richiesta alle autorità cittadine, al fine di ottenere
i finanziamenti necessari per ingrandire il convento, divenuto
troppo angusto per le esigenze dei monaci.
La chiesa fu consacrata nel 1359,
come testimoniato da una scritta posta su un lato del muro inferiore,
ma nel corso dei secoli venne più volte ristrutturata.
Nel 1655, grazie ai precedenti lasciti
dell'avvocato offidano Armellini per l'istituzione di un
monastero femminile, si trasferirono all'interno del monastero
le monache
benedettine, che vi rimasero definitivamente.
L'attuale struttura dell'edificio conserva
le tracce di tutte le fasi costruttive, ognuna delle quali corrispondente
ad un preciso periodo storico e caratterizzata dalla presenza
di pitture o interi cicli pittorici, che consentono di individuare
tre momenti fondamentali: il primo periodo è quello
medievale della prima costruzione; il secondo è
quello che va dal 1500 al 1600; il terzo quello del 1700.
Le prime due fasi, che coincidono con il
periodo francescano, sono rintracciabili all'interno del convento,
dove si conservano gli affreschi del
Maestro di Offida, raffiguranti i cicli di Sant'Orsola
e Santa Caterina e gli affreschi secenteschi del chiostro,
con numerose scene della vita di S. Antonio.
Il terzo momento, pertinente all'arrivo
delle Benedettine, riguarda la chiesa esterna.
La
chiesa, di stile barocco, fu fatta costruire nel 1738
da Monsignor Paolo Tommaso Manara, occupando la parte
centrale della chiesa primitiva francescana e riutilizzando
il materiale edilizio proveniente dalle rovine della chiesa
offidana di S. Angelo.
All'interno ci sono tre altari,
degnamente occupati da tre dipinti su tela, tutti del
XVIII secolo: sulla pala dell'altare maggiore è raffigurata
l'Addolorata, circondata dai Santi Benedetto, Scolastica,
Marco e Luigi Gonzaga, opera di Nicola Pannozzi; sull'altare
di destra è posta un'altra opera di Pannozzi, raffigurante
l'Immacolata, con i Santi Filippo Neri, Anna, Antonio
e Gioacchino; la pala dell'altare di sinistra, opera di
Filippo Mondelli, ritrae la Madonna del Carmine, con
i Santi Gertrude, Apollonia, Mauro e Placido.
Inoltre di particolare rilievo anche un
crocifisso ligneo policromo, una croce reliquiario
di pietra e perle preziose.
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