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NeI 1600
predomina,
incontrastato, nelle
Marche il potere
pontificio.
Offida è
ancora sotto il
Presidato di
Montalto, come ci
riferisce il Rosini nel
suo volume
“Compendioso
racconto historico
della terra di
0ffda» del 1654:
“Nella quarta
regione della Bella
Italia, fra gli dorati
Coturni del delitioso
Piceno,
negl’ultimi
termini del florida
Stato ecclesiastico,
confinante
all’Austro col
dovizioso Regno di
Napoli breve spatio di
miglia, sopra elevato
quasi penisola piano
declinante al mezo
giorno,
d’altissime rupi,
scoscese balze,
d’inaccesibili
ripe circondato in
semicircolo giro,
terminato e fornito con
sodissimo muro
d’assai bene
intesa far tezza a
mano, da qualsivoglia
impro viso impeto di
Martiale assalto
inespugnabile, e
sicura, poggiar’
si vede Offida, Terra
nobile della Marca
Anconitana; l’una
delle più
antiche del Piceno, la
più qualificata,
più civile, e
più bella del
Presidato di Montalto;
di sito ameno, di cielo
salubre, d’aria
temperata, di suolo
fertile,
d’edifici
honore voli, di chiese
magnifiche, di piazze
spatiose, di contrade
numerose, di strade
mattonate, di famiglie
settecento (700),
d’habitatori
civili, di genij
cortesi, d’animi
generosi,
d’ingegni
elevati, di fattezze
gradite, di maniere
gentili...»
La suddivisione
ecclesiastica
dell’attuale
Provincia di Ascoli
è così
conformata: Diocesi
di Ascoli,
Diocesi di
Ripatransone-Montalto,
Arcidiocesi di
Fermo.
NeI 1636, come ci
riferisce ancora A.
Rosini, la tregua tra
la città di
Ascoli e la Terra di
Offida è in
crisi. Infatti
«al primo
d’Ottobre 1636 su
l’imbrunire una
ventina di Ascolani
fracassarona quattro
macine, ferirono e
depredarono gli
molinari
offidani».
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